Veloce come il vento, la recensione

Veloce come il vento, la recensione Veloce come il vento: una ragazza troverà il coraggio di andare avanti, di guidare la sua macchina per impedire che ciò che le resta della sua vita le venga portato via.

Certo che a vederlo conciato così non lo riconosceresti, Stefano Accorsi dico: capelli radi e lunghi, barbetta incolta, occhi e denti da tossico, con dieci chili di meno e un accento bresciano che mi ha fatto morir dal ridere.

Onestamente mi aspettavo un film sulle macchine, invece è stato diverso e decisamente molto al di sopra delle aspettative.

Simpatico, forte, adrenalinico…non il solito film loffio all’italiana che farebbe perdere la pazienza ad un santo. Del resto Accorsi ha ragione quando dice “Per fare un film di questo tipo devi cercare un cast, degli attori, di un certo tipo” e Rovere il cast lo ha azzeccato in pieno.

Mi ha colpito molto la scena della corsa per le strade di Matera, dove Accorsi ha ammesso d’aver ammaccato l’auto più preziosa del mondo, la seconda ed unica che sia stata in costruzione e sia ancora in circolazione (difatti il team di meccanici francesi che la custodiva gelosamente non l’ha presa molto bene).

Veloce come il vento, la recensioneComunque il film Veloce come il vento è tratto da una storia vera, quella del pilota Capone che dopo tanti successi ha diretto la sua corsa verso il declino ed ora si trova in una struttura psichiatrica.

Mi ha emozionato davvero tanto: ti sembra di essere in pista, vorresti abbracciare Giulia che ci mette tutta se stessa, senti tutta la potenza del rombo dell’auto e della musica di fondo.

Dai truccatori, agli sceneggiatori al cast non c’era nulla fuori posto, un lavoro perfetto coordinato in cui si sente la sintonia e la voglia di rendere una storia nell’interezza dei suoi aspetti, belli e brutti.

Ottima la macchina usata come metafora: Loris (Accorsi) vinceva tramite lei, la ritrova, la perde ancora, perde se stesso e poi la macchina torna da lui come a volerci dire “sali abbiamo ancora qualcosa in sospeso”.

Un film da non perdere.

Veloce come il vento: la trama

Veloce come il vento, la recensioneLoris De Martino, detto il Ballerino, era il campione di rally prima di sparire nel nulla, prima della droga, prima di gettarsi via. Quando viene a sapere della morte del padre decide di tornare a casa, dopo dieci anni, dove vive la sorella Giulia non ancora maggiorenne ed il fratellino Nico.

E qui scopre l’amara verità: la casa è ipotecata, se Giulia non vince il campionato, non ha i soldi per riscattarla e perderà anche il fratellino che verrà dato in affido. Loris resta, non per fare l’eroe ma perché crede di poter approfittare della situazione, finché non si rende conto d’esser l’unico a poter allenare Giulia perché vinca. E nonostante ciò riesce a rovinare tutto per l’ennesima volta.

Per Loris è tutto finito, ma per Giulia e Nico?

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Autore: Elisa

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